Pubblichiamo integralmente il contributo del Direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano, dott. Fabrizio Caldara, dedicato al ruolo di EHTTA e alle riflessioni emerse durante i lavori dello Scientific Committee svoltisi a Caldas da Rainha, in Portogallo, sul futuro del termalismo europeo.
Le città termali europee custodiscono un patrimonio unico, fatto di acque, salute, cultura, architettura, paesaggio e tradizioni secolari se non millenarie.
Ma per continuare a essere competitive, riconoscibili e credibili, hanno oggi bisogno di parlare con una voce più forte e più coordinata a livello europeo.
Questo è il messaggio emerso dai recenti incontri tenuti dal 5 al 9 maggio scorsi a Caldas de Rahina, in Portogallo, della Scientific Committee di EHTTA, la European Historic Thermal Towns Association, rete europea che riunisce città termali storiche impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale, sanitario e architettonico.
Al centro della riflessione vi è un tema basilare, cioè la mancanza in Europa di un quadro comune di definizioni, classificazioni e normative. Termini come acqua termale, acqua terapeutica, fango termale, balneoterapia, spa, medical spa, sono utilizzati secondo criteri diversi nei vari Paesi, così come variano ad esempio i limiti di legge per le sostanze disciolte nel mezzo.
Questa frammentazione rende più difficile valorizzare il settore, garantire standard condivisi, tutelare i cittadini e promuovere il termalismo come risorsa sanitaria, turistica e culturale.
Lo Scientific Committee di EHTTA propone quindi di avviare un lavoro comune su glossari, comparazione delle normative nazionali, principi scientifici condivisi e buone pratiche europee. L’obiettivo non è sostituirsi ai legislatori o alle autorità sanitarie, ma costruire una base solida di conoscenze, linguaggio e credibilità da mettere a disposizione delle istituzioni, dei territori e degli operatori del settore.
La partecipazione a EHTTA assume in questo contesto un valore strategico. Far parte della rete significa non solo promuovere la propria città in un circuito europeo riconosciuto, ma contribuire attivamente alla costruzione del futuro del termalismo. Significa condividere esperienze, confrontarsi con altre realtà storiche, rafforzare il rapporto tra terme, comunità locali e visitatori, e partecipare a un percorso comune di tutela e innovazione.
Dai lavori dello Scientific Committee emerge anche un secondo tema fondamentale, le città termali devono tornare a parlare ai propri cittadini. Il termalismo non può essere percepito soltanto come memoria del passato o come offerta per turisti e curisti. Deve diventare patrimonio vivo delle comunità locali, capace di generare identità, benessere, economia, cultura e senso di appartenenza.
Per questo EHTTA intende raccogliere e valorizzare buone pratiche europee sul coinvolgimento dei cittadini, sull’educazione al patrimonio termale, sui benefici per la popolazione residente e sulla reputazione delle acque curative. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza che una città termale non è soltanto un luogo dove esistono sorgenti o stabilimenti, ma un ecosistema complesso in cui salute, ambiente, cultura e sviluppo territoriale si intrecciano.
In un momento in cui l’Europa guarda con crescente attenzione al turismo sostenibile, alla prevenzione sanitaria, al benessere e alla valorizzazione dei patrimoni culturali, il termalismo può svolgere un ruolo di primo piano. Ma per farlo ha bisogno di istituzioni locali consapevoli, reti internazionali forti e strumenti comuni di rappresentanza.
EHTTA si conferma quindi un interlocutore importante per dare al termalismo europeo maggiore visibilità, autorevolezza e capacità di incidere. Partecipare alla rete significa investire non solo nella promozione di una destinazione, ma nella difesa di un patrimonio europeo che unisce scienza, storia, salute e comunità.