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Le cure termali Veneto tornano al centro del confronto nazionale con il nuovo accordo Stato-Regioni per il quadriennio 2025-2028. Federalberghi Terme Abano Montegrotto sottolinea il ruolo strategico delle Terme Euganee per salute preventiva, riabilitazione e benessere fisico.

Cure termali Veneto, rinnovato l’accordo Stato-Regioni

Abano e Montegrotto Terme, maggio 2026 – «L’annuncio della conclusione dei lavori sul rinnovo dell’accordo nazionale Stato-Regioni per l’erogazione delle prestazioni termali a carico del servizio sanitario nazionale per il quadriennio 2025-2028 rappresenta una notizia positiva che va nella direzione di valorizzare la ripresa del settore, prevenzione, riabilitazione, ricerca e qualificazione sanitaria. A livello territoriale, l’intesa favorirà lo sviluppo della destinazione euganea come modello regionale per la salute preventiva e il benessere fisico». Questo il commento di Walter Poli, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, alla notizia dell’intesa raggiunta nei giorni scorsi nella Conferenza Stato-Regioni: «Nelle passate settimane, abbiamo incontrato l’assessore regionale al Bilancio Filippo Giacinti e avviato un dialogo molto concreto sul tema della valorizzazione della nostra destinazione e della fangoterapia, unico “farmaco” naturale ufficialmente riconosciuto dal servizio sanitario nazionale. L’assessore aveva poi raccolto le nostre proposte, elaborate con il prezioso contributo tecnico del Centro Studi Termali Pietro d’Abano con il suo direttore Fabrizio Caldara, assumendosi l’impegno, mantenuto nei giorni scorsi, di presentarle in sede nazionale. Ringraziamo anche il presidente nazionale Emanuele Boaretto per il lavoro svolto sul tavolo nazionale».

Per quanto riguarda la parte economica, le tariffe 2025-2026 riconosciute per le cure fangoterapiche in convenzione restano quelle dell’accordo passato, ma per il 2027 e 2028 è previsto un aumento del 2% sull’anno precedente, per un totale che supera il 4%. Restano invariati i tetti di spesa regionali – ovvero le soglie massime complessive di risorse erogate – con la possibilità per le singole Regioni di incrementarlo fino al 5% nel 2026.

Poli: «Serve aumentare il budget regionale»

E proprio da quest’ultima previsione prende le mosse l’appello di Poli: «A livello regionale va integrato questo stanziamento aggiuntivo, che sarebbe pari a 1,2 milioni considerando che le risorse assegnate al Veneto sono poco meno di 24 milioni all’anno. Una considerazione sostenuta anche dal fatto che già negli ultimi anni si è registrato un superamento dei budget stanziati per le cure in convenzione nel territorio della Ulss 6 Euganea, uno sforamento pari circa a 2,3 milioni di euro nel 2025 ad oggi compensato solo in parte. Inoltre, se i tetti di spesa non verranno incrementati, con l’aumento delle tariffe – ovvero delle “quote” riconosciuta alle strutture termo alberghiere per ogni prestazione in convenzione – ci troveremo a poter soddisfare le domande di un numero minore di pazienti. Il nostro territorio inoltre è il solo ad aver erogato cure termali extra-budget, con il rischio per le strutture di non avere copertura economica pur di soddisfare la forte richiesta».

Fra i contenuti dell’accordo nazionale giudicati più interessanti, anche la previsione di una possibile estensione dei cicli di riabilitazione termale, oggi riconosciuti solo agli assicurati INAIL, a tutti gli assistiti del servizio sanitario nazionale.