Skip to main content
Il quadro del turismo termale Veneto secondo il rapporto Isnart 2026

Abano e Montegrotto Terme, aprile 2026 – «Spendono in media 200 euro a persona al giorno sul territorio, 34 euro in più rispetto alla media dei turisti termali italiani, per il 66% sono repeaters – ovvero visitatori che sono già stati nella stessa destinazione – viaggiano prevalentemente in coppia, si dichiarano in una situazione economica medio-alta (45%) o alta (24,5%): la fotografia dei turisti termali in Veneto che emerge dal rapporto sul turismo termale in Italia 2026 conferma il significativo indotto generato», è l’analisi di Walter Poli, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, che commenta i dati della ricerca nazionale curata da Unioncamere e Isnart coordinata da Paolo Bulleri.

Il profilo del turista: spesa elevata e alta fidelizzazione

L’analisi prende in considerazione i turisti dei 23 Comuni veneti classificati come Termali – di cui ben 15 nel territorio del bacino euganeo, che rappresenta quindi “la parte del leone” – ed evidenzia anche le differenze fra i turisti termali in Veneto e in altri territori.

Confronto con le altre destinazioni termali italiane

Se in Veneto la spesa media è di 200 euro, alle terme di Ischia è di 184 euro, in Toscana 147 euro, solo per citare alcuni esempi. Anche la percentuale di repeaters è più alta delle altre destinazioni, un dato che fa il paio con la valutazione positiva del rapporto qualità-prezzo che il 53% indica come leva determinante per la scelta della destinazione.

Soddisfazione degli ospiti e valore del rapporto qualità-prezzo

«Questi dati – continua Poli – certificano la soddisfazione degli ospiti che in larga maggioranza, una volta scoperti i benefici delle cure fangoterapiche e la straordinaria offerta dei nostri hotel, tornano a scegliere le strutture termali per più anni. Riscontri positivi che però non ci devono consentire di dormire sugli allori. I problemi aperti e i fronti su cui stiamo lavorando sono davvero tanti, a partire dalle nuove sfide poste dalla riduzione della durata media del soggiorno e dal cambiamento della domanda, che impongono azioni e investimenti urgenti, sul fronte della promozione e dalla rigenerazione urbana, anche in sinergia con gli attori pubblici del territorio. Ribadiamo l’urgenza della redazione di un piano strategico pubblico-privato, una priorità che va affrontata subito».